Call for papers

 Convegno Internazionale di Studi
De habitudine Ordinis ad artem.
Arti, religione e cultura nell’Ordine cappuccino
tra XVI e XVIII secolo

 
Teramo, 12-14 aprile 2023
Università degli Studi di Teramo
 


LA CALL FOR PAPERS È CHIUSA


Nato ufficialmente nel 1528 con la bolla Religionis Zelus di papa Clemente VII, l’Ordine dei Frati Minori Cappuccini visse il ventennio di transizione che precede il Concilio di Trento nel tentativo di imitare lo stile di vita di san Francesco e dei suoi primi compagni, con una decisa opzione per la predicazione e la formazione dei giovani.
Malgrado la rottura causata, nel 1542, dalla clamorosa fuga in Svizzera del vicario generale e famosissimo predicatore Bernardino Ochino, l’Ordine sopravvisse e proprio il Concilio di Trento (1547-63) diede grande impulso alla diffusione dell’Ordine, grazie anche alla partecipazione, in qualità di consultore dei lavori, del vicario generale Bernardino da Asti. Fu questa l’occasione favorevole per entrare in contatto con numerosi vescovi desiderosi di avere i cappuccini nelle proprie diocesi, anche al di fuori dei confini italiani. Nel 1574, papa Gregorio XIII permise ai Cappuccini di fondare conventi fuori dalla Penisola. I frati giunsero così in Francia, in Spagna e nelle regioni di lingua tedesca. Seguirono nuovi insediamenti in Svizzera, Belgio, Austria, Boemia, Baviera, Vestfalia e Irlanda. Dopo circa cento anni dalla loro nascita, i Cappuccini contavano oltre 40 province, 1.200 conventi e quasi 20.000 frati. A nord delle Alpi l’Ordine crebbe soprattutto, accanto ai Gesuiti, in relazione all’opera di riconquista religiosa delle terre che, specie nei territori imperiali, i principi cattolici andarono sottraendo ai protestanti. Anche a livello missionario, i cappuccini furono un Ordine estremamente attivo nell’evangelizzazione in varie parte del globo: dall’Europa riformata al Brasile, dal Congo al Medio Oriente, dall’Africa settentrionale alle Antille essi costituirono uno dei principali attori, in stretto contatto con i sovrani e la Santa Sede.
Tra coloro che chiesero di entrare a far parte dell’Ordine, soprattutto nel periodo di massimo sviluppo tra il 1618 e il 1761, non mancarono uomini che, prima di vestire l’abito religioso, si erano dedicati allo studio e alla pratica artistica, acquisendo anche una discreta fama. Tuttavia, lo stile di vita cappuccino non favoriva l’esercizio delle arti, soprattutto se rivolte verso l’esterno delle mura conventuali, tanto che nel capitolo generale del 1627 fu vietato ai frati di acconsentire alle insistenti richieste di laici di dipingere o realizzare opere ad intaglio o qualsiasi altra opera artistica.
Benché la cultura delle arti non fosse in origine parte dell’attività dell’Ordine e la sua pratica fosse in parte ostacolata, non mancarono religiosi che nel chiostro raggiunsero altissimi livelli, specialmente nella pittura e nella scultura lignea. Soprattutto durante il Sei e Settecento, infatti, molti cappuccini si dedicarono alla realizzazione di opere pittoriche, spinti da differenti motivazioni: svago, utilità o su richiesta di nobili e benefattori. Assai più frequentemente fu praticata la scultura, spesso necessaria per decorare le piccole chiese conventuali che, a norma delle Costituzioni, non dovevano essere in alcun modo sontuose, ma decorate con poveri e semplici ornamenti. Il giusto connubio tra semplicità della materia e la preziosità della forma fu espresso nelle opere dei frati ebanisti, detti anche “marangoni”.
Numerosi studi sono stati condotti per indagare il rapporto tra arte e Ordine cappuccino, lasciando tuttavia inesplorati o parzialmente percorsi alcuni campi di indagine, soprattutto in riferimento a taluni ambiti connessi al rapporto fra arti, cultura e religione a livello europeo e globale.
 
Il Convegno De habitudine Ordinis ad artem. Arti, religione e cultura nell’Ordine cappuccino tra XVI e XVIII secolo, organizzato dall’Università degli Studi di Teramo con il patrocinio della Provincia Serafica Immacolata Concezione dei Frati Minori Cappuccini, della Società Internazionale di Studi Francescani e dell’Istituto Storico dei Cappuccini ha lo scopo di approfondire il difficile e sfuggente rapporto tra arti, cultura, religione e Ordine cappuccino a livello internazionale, con una particolare attenzione al contesto storico e alla dimensione religiosa come presupposto essenziale per comprendere artisti, produzione di oggetti d’arte, committenze e rapporti con il mondo laico su scala globale. Volendo favorire il confronto e il dibattito scientifico, saranno presi in considerazione anche eventuali contributi riguardanti ulteriori aspetti pertinenti al tema del Convegno che non sono stati sopra esplicitati. Gli interventi più significativi saranno presi in considerazione per una pubblicazione.

Il Convegno si articolerà in cinque sessioni:
– il ruolo dell’Ordine nel contesto della Chiesa post-tridentina;
– la pratica artistica tra norme, divieti e consuetudini;
– gli oggetti culturali del mondo cappuccino: uso e circolazione;
– la committenza cappuccina;
– le immagini, i saperi e la predicazione tra devozione e catechesi.

Composizione e termini delle proposte
Ogni proposta dovrà comporsi di due parti: l’abstract dell’intervento (max 2000 battute spazi inclusi) e il profilo del relatore o della relatrice (max 1500 battute spazi inclusi), con in evidenza il curriculum di studi e la posizione professionale. Le due parti vanno riunite in un solo file Word o PDF. Gli interessati dovranno far pervenire il file Word o PDF entro le 24.00 del 19 febbraio 2023.